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Sulla
cascata delle Marmore negli ultimi anni è stata prodotta una
considerevole quantità di libri. Alcuni di questi propongono
le stupende e suggestive immagini dei luoghi più nascosti e
meno noti di questa meraviglia della natura e dell'ambiente
che la circonda. Altri, ripercorrendo lo sviluppo del pensiero
artistico, presentano le opere pittoriche di quanti, nel corso
del tempo, hanno abilmente impresso sulla tela la loro
personale visione dell'ambiente della cascata, spesso
riuscendo a porre in risalto alcuni particolari aspetti,
scorci, o caratteristiche che in genere sfuggono alla normale
visione. Alcuni testi si richiamano a coloro che hanno voluto
tradurre in versi poetici il loro particolare stato emotivo di
fronte all'affascinante spettacolo del precipitare delle
acque. In altri ancora, infine, è stata più volte decantata
la rilevanza della grande opera di ingegneria idraulica,
finalizzata alla bonifica della piana reatina, portata a
termine dal Console Romano M. Curio Dentato fissando
convenzionalmente, a partire da questo evento, la
"nascita" della Cascata delle Marmore.
In merito a quest'ultimo aspetto è accaduto che il
continuo riproporsi nel tempo ed in molte occasioni, di questa
realtà storica ha indotto alla fine molti a ritenere che la
Cascata delle Marmore sia esclusivamente un prodotto
dell'opera dell'uomo e che quindi essa debba, in definitiva,
essere assimilata a qualcosa di completamente artificiale.
Questo è vero a tal punto che, in alcuni testi, viene
espresso il concetto per cui, nonostante le sue origini
artificiali, la cascata abbia avuto la possibilità di
integrarsi bene con l'ambiente naturale circostante.
Personalmente ritengo sia necessario manifestare il pieno
dissenso nei confronti di questo modo di vedere che, al fine,
va considerato fin troppo semplicistico.
Infatti, anche
alla luce di una serie di importanti studi geologici compiuti in
tempi relativamente recenti, credo
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sia più corretto affermare che
la condizione di realtà artificiale
sia attribuibile soltanto per
una infinitesima parte e che, in realtà, la Cascata delle Marmore
possa vantare tutt'altre origini. Certamente, anche in questo caso,
il risultato dell'attività umana ha trovato piena collocazione
nell'ambito dell'equilibrio naturale ma, senza dubbio, assai diverso
deve essere l'occhio con cui va vista e considerata questa unione.
Almeno due possono essere i diversi punti di vista che in
questo frangente vedono, in un certo senso, contrapporsi le attività
umane agli equilibri naturali: l'opera dell'uomo, seppur degna del
più significativo plauso per l'ingegno prestato e la dimostrazione
di grande capacità tecnica, ha nella realtà anticipato cio' che
comunque sarebbe risultato inevitabile, con il trascorrere del
tempo, nell'ambito dell'evoluzione ambientale.
Anche per tali motivi ho ritenuto utile proporre in questo libro
quella parte della storia della Cascata delle Marmore in cui sono
comprese le fasi preistoriche di evoluzione territoriale. Questa,
non potendo essere estrapolata dall'analisi delle cronache storiche
propriamente dette, appare del tutto sconosciuta al grande pubblico.
Il fatto che è la prima volta che viene proposta una ricostruzione
in chiave divulgativa delle antiche vicende naturali di questo
importante settore dell'Umbria meridionale si deve alla totale
assenza di moderni studi scientifici, dal punto di vista
geologico-ambientale, di quel tratto dell'alveo del fiume Nera che
cade nell'area di confluenza con il fiume Velino.
Questo vuoto nell'ambito della conoscenza ambientale
fortunatamente non si riscontra per le aree limitrofe e anch'esse
strettamente collegate con il fenomeno della confluenza fra questi
due fiumi. Cosicchè la storia degli avvenimenti raccontata in
questo libro viene proposta facendo riferimento sia ai dati raccolti
in una serie di indagini svolte sul territorio che ad importanti
studi scientifici condotti da numerosi studiosi di diverse
discipline comprese nell'ambito delle Scienze Geologiche. La
stragrande maggioranza di questi studi hanno come oggetto la piana
di Rieti poichè le trasformazioni che qui si sono verificate negli
ultimi milioni di anni hanno condizionato fortemente anche la storia
evolutiva della Cascata delle Marmore.
Ciò che mi preme particolarmente sottolineare è che ritengo
indubbio il fatto che anche questi nuovi aspetti naturalistici della
Cascata delle Marmore debbano essere intesi come facenti parte della
storia vista in senso concettualmente unitario. Ancora oggi siamo
tradizionalmente abituati a suddividere il complesso degli
avvenimenti passati in due grandi settori, la preistoria e la
storia, attribuendo a questi un valore diverso e dimenticando
completamente che nella realtà tutto è intimamente legato nello
spazio e nel tempo: e così anche tutte le nostre vicende umane. In
questo libro c'è un modesto tentativo di puntualizzare su questo
aspetto partendo proprio dal rapporto instauratosi fra le attività
umane svoltesi nel tempo alle Marmore e la realtà naturale di
quell'area. Se vogliamo essere precisi lo stesso termine preistoria
è qui usato impropriamente essendo, nell'accezione comune, riferito
strettamente alle vicende umane: esso viene generalmente utilizzato
in riferimento a concetti che trovano giusta espressione nell'ambito
della sfera umanistica. Al contrario, in questo libro, del termine
si vuole fare un utilizzo che si ritiene più pratico,
attribuendogli un significato quasi esclusivamente temporale. In
questo modo la preistoria e la storia vengono visti
come due periodi di tempo dell'evoluzione naturale di un territorio,
distinguibili l'uno dall'altro solo dal punto di vista del palese,
intenzionale e significativo intervento dell'uomo negli
equilibri ambientali. Così il secondo periodo si contrappone al
primo in cui l'effetto dell'opera umana era molto più blando e,
nella stragrande maggioranza dei casi, di gran lunga meno capace di
determinare serie modificazioni all'ambiente. Forse, per chiarezza,
si potrebbe indicare in senso generale la Storia temporalmente
suddivisa in preistoria e storia. La Storia
comprenderebbe tutte le vicende legate all'evoluzione di un
territorio comprese le attività umane in seno al quel territorio.
In questo libro (questa è la mia speranza) le vicende più
antiche andranno a costituire quella parte della Storia intrisa di
un fascino particolare poichè basata su un concetto di tempo che va
oltre i nostri normali ed abituali metri di misurazione. Considero
questo un elemento positivo che forse contribuirà a renderla più
seducente. Inoltre essa tende ad assumere un sapore del tutto
diverso rispetto alla storia intesa in senso tradizionale poichè
implica la necessaria interpretazione dei dati scientifici
rilevabili dall'analisi del terreno, piuttosto che la consultazione
e lo studio dei testi scritti tramandati: ma pur sempre di storia si
tratta! Anzi, per essere più precisi ma anche per cominciare a
rendere in qualche modo più familiare la cosa fornendo una
continuità cronologica, fu proprio a causa degli avvenimenti
naturali preistorici che si resero necessari gli interventi di
bonifica, da parte dei romani, nel tentativo di modificare la
situazione ambientale che si era impostata. Se poi volessimo
chiudere definitivamente il cerchio si dovrebbe aggiungere che in
generale le vicende preistoriche, unitamente a quelle storiche,
costituiscono importanti implicazioni anche per noi moderni.
In definitiva ritengo che la consapevolezza dell'esistenza
anche di questa parte più antica della storia della Cascata delle
Marmore debba essere considerata un'ulteriore occasione di
conoscenza del nostro territorio e dei suoi molteplici aspetti.
Aspetti in questo caso di natura specificatamente geologica ma ai
quali dobbiamo ritenerci strettamente legati, essendo la nostra
stessa vita, così come quella dei nostri antenati, dipendente da
essi.
Nella descrizione degli avvenimenti si è tentato di
utilizzare un metodo che consentisse di conciliare, nel modo più
costruttivo possibile, i risultati scaturiti dall'indagine
scientifica geologica con i criteri più vicini a quelli della
narrazione storica le cui modalità narrative sono notoriamente
basate sulla presentazione di una sequenza, più o meno continua, di
avvenimenti poco distanti nel tempo. In questo modo, più di una
volta, gli argomenti proposti a sostegno della visione generale
degli avvenimenti geologici vanno a costituire una sequenza logica
di meccanismi naturali che sono l'uno la conseguenza dell'altro.
Attraverso questo metodo si tenta di fornire una chiave di lettura
del perchè nell'ambito dell'evoluzione territoriale si sono
attivati proprio quei fenomeni che alla fine hanno condotto ad un
certo risultato. E' come un'indagine a cui man mano si aggiungono,
l'uno conseguenza dell'altro, elementi nuovi e chiarificatori. Del
resto anche in un romanzo giallo che si rispetti l'assassino si
scopre sempre alla fine, dopo una lunga e complessa indagine!
Mi auguro che questo libro, oltre a contribuire a colmare uno
spazio vuoto nell'opera di ricostruzione della storia del
territorio, possa risultare un mezzo utile a stimolare nel pubblico
una sempre maggiore propensione verso una salvaguardia dell'ambiente
che si basi più su una cultura acquisita e sulla razionalità
piuttosto che sul rispetto obbligato di una legge. Questo mio
pensiero si rivolge soprattutto ai più giovani nella ferma e netta
convinzione che la vera, proficua e genuina salvaguardia del mondo
naturale che ci circonda, oggi nota come "salvaguardia
ambientale", non possa prescindere da un'altrettanto genuina
conoscenza delle leggi generali che ne regolano la complessa
attività. E proprio a tal proposito questo libro punta anche a
rendere noti alcuni problemi ambientali della preistoria che,
a pensarci bene, non sono poi così dissimili, né troppo lontani, da
quelli attuali. Non dobbiamo considerarlo un caso.
Enrico
Squazzini
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Cascata delle Marmore" puo' essere acquistato presso le seguenti
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