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Un'immagine
dello scavo del Cetaceo
(Allerona Scalo - Umbria - Italy) |
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Altro
particolare dello scavo del Cetaceo
(Allerona Scalo - Umbria - Italy) |
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Il cetaceo di
Allerona Scalo
La più recente scoperta paleontologica effettuata nel territorio umbro è lo scheletro fossile di un grande cetaceo. Il reperto è emerso dai sedimenti marini pliocenici affioranti nei pressi della cittadina di Allerona Scalo, in provincia di Terni. Dal punto di vista scientifico la scoperta riveste grande importanza per una serie di motivi. In primo luogo lo scheletro, oltre a mostrarsi in ottimo stato di conservazione, si presenta in connessione anatomica, cioè le ossa sono disposte esattamente nel medesimo ordine in cui si trovavano a sostenere l'animale in vita. Già di per se stessa la connessione anatomica è un evento di estrema rarità per un vertebrato fossile, tuttavia a rendere il reperto unico nel suo genere è il fatto che si sono conservate entrambe le pinne natatorie pettorali. Questo è un elemento straordinario che, unitamente ai ben 14 metri di lunghezza dello scheletro, fino ad oggi rende il cetaceo di Allerona unico in Italia.
Grazie alla formula dell'intervento d'urgenza da parte della Soprintendenza Archeologica si sono potute recuperare le ossa delle due pinne frontali, ognuna delle quali misura complessivamente circa 2 metri di lunghezza, e le prime tre costole ognuna lunga circa 220 centimetri. Ogni scapola misura all'incirca 1 metro quadrato!
Purtroppo la totale insensibilità mostrata dai nostri Enti Pubblici non permette il recupero del resto dello scheletro, precludendo alla comunità la possibilità di usufruire dei molteplici risvolti legati alla presenza di un bene di questo tipo.
Risvolti, neanche a dirlo, certamente collegabili al fattore
turistico. Ebbene, le amministrazioni locali hanno palesemente mostrato il più totale disinteresse per questo evento, giungendo nel secondo caso addirittura a rinunciare ai finanziamenti comunitari specifici dell'Obiettivo 2.
Al di là della rilevanza scientifica, che comunque promuoverebbe la nostra città nell'ambito di un dibattito internazionale, se si tiene conto dell'impatto che lo scheletro di un cetaceo fossile di 14 metri avrebbe sia dal punto di vista culturale che da quello emotivo, legato alla insita spettacolarità in un contesto di tipo turistico, è lecito ritenere che si sia persa una nuova occasione per promuovere e valorizzare il nostro territorio. Una valorizzazione imperniata su qualcosa di autenticamente nostro, che altri non hanno, ma soprattutto che fa parte della nostra identità storico-culturale; un'entità che è parte della storia del nostro territorio.
Conoscendo profondamente l'Umbria meridionale sotto questo aspetto preistorico-naturalistico riteniamo che la sua straordinaria ricchezza possa ritenersi una grande
opportunità territoriale valutabile dal punto di vista naturalistico-ambientale-turistico. Forse una chance fra le poche significative per la quale potranno pensare di adoperarsi i nostri ragazzi: la promozione
dell'ambiente e la sua valorizzazione. Vale la pena scartarla a priori? Noi crediamo di no, anzi riteniamo che ciò debba costituire un interessante
punto in discussione per l'immediato futuro.
Per tali motivi, a questo punto, ci sentiamo in dovere di tentare di lanciare un appello ai soggetti privati perchè possano essere attivate una serie di
operazioni volte al recupero e alla valorizzazione dei frammenti di storia del nostro territorio. Gli stessi che sono, per
ovvii motivi, parte integrante della nostra storia di esseri viventi.
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