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Un'opportunità territoriale


  Anni di ricerche in Umbria meridionale hanno ormai chiarito il significato che questa area geografica assume dal punto di vista delle scienze paleontologiche e preistoriche. La storia geologica di questo territorio ha nel tempo favorito tutta una serie di situazioni che oggi lo pongono fra i pochi in grado di fornire una quantità e una qualità di reperti fondamentali per la ricerca scientifica, sia nazionale che internazionale. Capacità del resto già ampiamente dimostrata negli ultimi quindici anni.

  Questa particolare attitudine ci ha indotto ad una riflessione molto seria sul significato che tale condizione potrebbe assumere sia in ambito culturale ma anche turistico-economico. Ciò soprattutto in un'area che dal punto di vista ambientale possiede già delle emergenze che la caratterizzano in modo decisivo, prima fra tutte la Cascata delle Marmore. Il nostro ragionamento si impernia su una chiave di lettura che consideri il tema territorio nell'ambito di un contesto complessivo e non soltanto come una rosa di singole emergenze. In questa visione olistica ogni espressione naturale territoriale si lega all'altra, in quanto tutte frutto di una complessa e lunga storia evolutiva ambientale. Ciò significa che la grande emergenza da valorizzare è il complesso stesso del territorio e non esclusivamente i suoi aspetti più evidenti, i quali potrebbero addirittura apparire decontestualizzati.
Questo modo di ragionare apre alla possibilità di attivare opere di valorizzazione finora insospettabili, così come altrettanto insospettabili risulterebbero tutte le attività annesse e connesse: un concetto che si traduce in cultura, turismo e quindi possibilità occupazionali in nuovi settori.
Ad esempio se la Cascata delle Marmore, data la bellezza, è ritenuta un bene ambientale sfruttabile anche a livello turistico è ragionevole ritenere che lo debba essere anche la sua storia geologica e geomorfologica, in quanto elemento chiave ed esclusivo di quel territorio. Ciò consentirebbe di conoscerne degli aspetti particolari che altrimenti rimarrebbero totalmente sconosciuti. Ripercussioni dirette si avrebbero, estese ad ampio raggio, alle aree limitrofe: nel caso specifico non soltanto alla Valnerina, una delle più belle e suggestive valli d'Italia, ma anche alla conca di Rieti, essendo il Nera ed il Velino i corsi d'acqua implicati nalla formazione della cascata.
In tale contesto, quindi, il saper cogliere il legame esistente fra un'espressione naturale territoriale e l'altra risulta una carta assolutamente vincente, spesso anche contro la banalizzazione.
Il nodo focale sta nel fatto che l'antica storia evolutiva ambientale lega indissolubilmente fra loro tutti i settori territoriali cosìcchè le esclusività presenti possano ricollegarsi prima dal punto di vista concettuale e poi, conseguentemente, da quello pratico.
Analogo criterio di valutazione può ragionevolmente applicarsi anche gli aspetti paleontologici e preistorici, in special modo laddove un territorio ne risulti particolarmente ricco. Queste tematiche possono, per loro stessa natura, costituire un tassello importante o per certi versi un elemento strategico, nell'ambito di un progetto per il territorio.

  In definitiva la chiara visione del rapporto esistente fra l'analisi territoriale e gli aspetti economico-lavorativi, legati alla promozione e valorizzazione ambientale, può tradursi in un gran numero di nuove opportunità di lavoro, di formazione e di approfondimento culturale contemporaneamente.
Di per sè il meccanismo è semplice: una proficua ricerca sul territorio e i dati scientifici ricavati possono tradursi in didattica e divulgazione scientifica di alto livello all'interno degli istituti scolastici, di strutture museali a carattere tematico, di centri di documentazione, o direttamente sui siti. In modo specifico le strutture museali di stampo scientifico avrebbero la possibilità di aggiornarsi costantemente risultando sempre propositive, innovative e dotate di quelle caratteristiche che le permettano di definirsi moderne, dinamiche e accattivanti. Alcune potrebbero divenire punti di riferimento, operativi sul territorio, per enti di ricerca nazionali i quali potrebbero anche dirottare specifici fondi di ricerca. Ricerca attiva sul territorio significa campagne di scavo e restauro dei materiali rinvenuti. Questo può produrre servizi per altre strutture museali nazionali ed internazionali, attraverso la fornitura di calchi di reperti particolarmente significativi almeno dal punto di vista museale. I frutti di una ricerca ad alto livello possono tradursi in convegni e congressi, situazioni in cui si avrebbe l'immediata ed automatica promozione anche di risorse ambientali e culturali non direttamente collegate con le tematiche affrontate.

  Laddove si venga ad innescare tale meccanismo lo stretto legame fra le varie emergenze territoriali si conterebbe anche nello scambio reciproco e continuo di turisti che queste sono singolarmente in grado di richiamare. A questo punto i turisti si potrebbero trovare non costretti da qualche escamotage ma indotti per logica a visitare più siti contemporaneamente.


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