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Il Bacino
Tiberino Umbro
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Dal punto di vista della ricerca paleontologica l'Umbria, negli ultimi quindici anni, è stata teatro di un'intensa attività che ha condotto alla piena rivalutazione di questo territorio nel panorama scientifico nazionale. Questa ha anche modificato, in modo sostanziale, la visione complessiva dell'evoluzione territoriale, che era stata impostata in precedenza, per l'arco di tempo comprendente gli ultimi tre milioni e mezzo di anni.
Grazie alle nostre nuove scoperte, nel mondo scientifico oggi si ritiene che fra le poche aree italiane in cui vale la pena di indagare, ai fini del progresso nella conoscenza delle faune continentali
plio-pleistoceniche, ci sia proprio l'Umbria.
Il fulcro di questa intensa attività di ricerca scientifica è stato il territorio dell'Umbria meridionale ed in particolare la provincia di Terni. L'area si colloca all'interno del più grande bacino sedimentario italiano
plio-pleistocenico, noto nella letteratura geologica come Bacino Tiberino. Qui, nel corso degli anni ed anche attraverso una serie di campagne di scavo sistematico, abbiamo recuperato una grande quantità di resti fossili di vertebrati, la stragrande maggioranza dei quali testimoni della presenza di specie di mammiferi ormai estinte che, a più riprese, hanno popolato
l'area.
Al di là dell'ottimo stato di conservazione dei resti scheletrici, due sono gli elementi che sostanzialmente rendono particolarmente importanti queste nuove
faune. Da un lato vi è il numero delle associazioni faunistiche facenti capo ad altrettanti siti collocati sul
territorio,
dall'altro lato è da segnalare la eterogeneità delle associazioni con un buon
numero di specie rappresentative. |
Questi due elementi hanno consentito, per la prima volta, di poter scandire nel tempo le differenti fasi dell'evoluzione ambientale, imbastendo una biocronologia ed una biostratigrafia di dettaglio. Inoltre hanno permesso di accedere ad una ricca serie di dati utili alla definizione dei diversi caratteri paleoambientali succedutisi nel corso della storia geologica di questo settore del centro Italia. Fra gli obiettivi principali vi è quello di giungere a disegnare una mappatura dei siti più ricca possibile e tale da consentire, fra le altre cose, di impostare una stratigrafia chiara dei sedimenti di riempimento di questo grande bacino intramontano italiano.
Anche in ambito divulgativo tale ricerca ha avuto notevoli
ripercussioni con tutta una serie di vantaggi dal punto di vista culturale e didattico ma anche con aspetti applicativi dal punto di vista turistico e della cultura ambientale. Ne è scaturita, infatti, una complessa
ma quanto mai affascinante storia evolutiva di un territorio che si proietta indietro nel tempo ben oltre la immediata capacità di comprensione. Una storia ricca di fenomeni insospettabili ed immagini inedite in un contesto di incessante trasformazione territoriale. Una storia che vale la pena di essere conosciuta poichè non soltanto in essa si è plasmato il territorio
Umbro nelle forme che oggi è possibile ammirare, ivi comprese le straordinarie bellezze naturalistiche che lo caratterizzano, ma poichè essa ha anche dettato e scandito tutte le attività svolte dalle popolazioni umane che qui si sono trovate a vivere.
Tanto per citare un esempio la storia naturale dell'ambiente della Cascata delle Marmore, che presentiamo in un
libro in chiave divulgativa, è uno dei casi più evidenti di evoluzione territoriale da un lato e attività
umana
dall'altro.
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